top of page

Pubblicazione di foto di minori sul web: tra diritti, rischi e responsabilità.

  • Immagine del redattore: Avvocati Empatici
    Avvocati Empatici
  • 27 gen
  • Tempo di lettura: 2 min

Nel nostro quotidiano digitale condividere foto dei propri figli sembra un gesto naturale, quasi spontaneo. Tuttavia, quando si parla di minori, la pubblicazione online assume una dimensione molto più delicata, che richiede consapevolezza sia legale che umana.

Da un punto di vista giuridico, il minore è titolare di diritti fondamentali alla privacy e alla protezione dei dati personali. In Italia e in Europa, il GDPR e il Codice della Privacy stabiliscono che l'utilizzo dell'immagine di un minore richiede un consenso esplicito da parte dei genitori, i quali agiscono come titolari della responsabilità genitoriale.

La Cassazione Penale, pronunciatasi molte volte e anche di recente, ha ribadito che la pubblicazione non autorizzata di immagini di minori può configurare reato, sottolineando come anche i genitori debbano agire nel miglior interesse del minore, principio cardine riconosciuto dalla Convenzione ONU sui diritti dell'infanzia. La Corte ha più volte precisato che il consenso genitoriale non è illimitato quando lede la dignità o espone il minore a rischi concreti.

Sul piano empatico ed educativo, dobbiamo ricordare che ciò che oggi appare una foto innocua potrebbe un domani diventare una fonte di imbarazzo o di disagio per quel bambino ormai adulto. Inoltre, la diffusione incontrollata di immagini può esporre i minori a rischi concreti: utilizzi impropri delle foto, furto d'identità digitale, creazione di profili falsi, fino ad arrivare – nei casi più gravi – a fenomeni di pedopornografia e sfruttamento online.

Per questo, prima di pubblicare un'immagine, è utile fermarsi a riflettere:

• Questa foto tutela la dignità e la privacy del minore?• Sono certo di volerla rendere potenzialmente accessibile a chiunque?• Mio figlio, un domani, sarebbe felice che questa immagine circolasse online?

Essere genitori oggi significa anche accompagnare i propri figli nella costruzione di un'identità digitale sicura, fatta di rispetto, prudenza e consapevolezza. Condividere meno non significa amare di meno: significa proteggere di più.

Pensiamoci, sempre. Perché ogni clic è una scelta.


Rosaria Mingo





 
 
 

2 commenti

Valutazione 0 stelle su 5.
Non ci sono ancora valutazioni

Aggiungi una valutazione
BARBARA SPINELLA
BARBARA SPINELLA
27 gen
Valutazione 5 stelle su 5.

Il tema affrontato coglie nel segno una delle contraddizioni più insidiose della genitorialità contemporanea: l'impulso naturale a condividere la gioia di un momento si scontra con un impianto normativo che riconosce al minore una soggettività giuridica autonoma, non comprimibile neppure dall'affetto di chi lo rappresenta.

Particolarmente centrato il richiamo alla giurisprudenza di legittimità: la Cassazione ha tracciato un perimetro sempre più netto, chiarendo che il consenso genitoriale non equivale a un lasciapassare incondizionato. Il principio del best interest of the child opera come limite interno alla stessa responsabilità genitoriale — un aspetto che sfugge ai più quando il dito è già pronto a premere "pubblica".

Vale la pena aggiungere un elemento spesso trascurato: lo sharenting di oggi potrebbe generare il contenzioso di…

Mi piace

Veronica Spinella
Veronica Spinella
27 gen
Valutazione 5 stelle su 5.

Questo contributo tocca un punto cruciale del nostro tempo: la responsabilità genitoriale nell’era digitale non è solo una questione normativa, ma una scelta quotidiana che incide sull’identità futura dei figli.

Nei miei percorsi di affiancamento di crescita personale mi sono trovata spesso di fronte ad una convinzione implicita: “Se sono io il genitore, posso decidere”.

La giurisprudenza recente ci ricorda invece un principio fondamentale: il consenso genitoriale non coincide con il miglior interesse del minore.

La pubblicazione di immagini online non è un gesto neutro.

È un atto che contribuisce a costruire — o compromettere — l’identità digitale di una persona che non ha ancora strumenti per difendersi, scegliere o opporsi.

Dal punto di vista relazionale, il tema è ancora più…


Mi piace
bottom of page