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Una chiave di volta: il “perché?”

  • Immagine del redattore: Avvocati Empatici
    Avvocati Empatici
  • 4 giu
  • Tempo di lettura: 3 min

Cosa c'è dietro l'eccentricismo di Marco


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“Ciao Dottoressa, mio Padre dice che mi devi curare”

“Ciao Marco, tu hai bisogno di essere curato?”

“No, ma glielo dici tu?”

Così ci siamo presentati io e Marco. 

Marco ha quindici anni, frequenta il liceo Linguistico ed è un ragazzo molto eccentrico. Lo è sempre stato, ha sempre amato indossare abiti colorati, con i personaggi Marvel preferiti alle elementari, e Harry Potter alle medie e ora va matto per il signore degli Anelli … All’apparenza sembra non temere i giudizi anche se è spesso soggetto a battutine e risolini. La madre lo ha sempre sostenuto, e lui è molto fiero di questo, insieme vanno a comprare i vestiti e gli accessori più strani per la scuola e non solo. 

Il padre non si è mai opposto ma sembra aver sempre manifestato il suo non pieno convincimento. 

I genitori sono separati e Marco ha sempre vissuto con la mamma, vedendo il padre solo nei week end e nelle vacanze. 

Un paio di settimane prima che io Marco ci conoscessimo, la madre è dovuta andare all’estero per lavoro per un paio di mesi e così Marco si è trasferito dal padre.

E’ così che hanno cominciato a parlare e a viversi nel quotidiano ... ed è così che il padre ha fatto una domanda importante a Marco: “perché?”

La madre lo aveva sempre sostenuto, non si era mai posta la domanda: che necessità soddisfa con il suo comportamento eccentrico il figlio non è mai stato un suo pensiero, lo ha solo sostenuto e in qualche modo incentivato, lei c’è sempre stata. Il padre invece non si è mai opposto, ma non ha neanche mai fatto nulla per appoggiare il figlio in queste scelte, eppure un giorno è riuscito a chiedergli “perché”… e quando Marco non ha saputo rispondere lo ha inviato a pensarci, sostenendo che ogni azione ha una motivazione e non conoscerla è pericoloso.

Così gli ha proposto di cercare questa risposta con me, e anche se la sua presentazione è stata molto provocatoria, io Marco abbiamo lavorato tanto e quando dopo nove mesi ci siamo salutati, Marco era grato al padre per avergli dato la possibilità di essere ascoltato e di conoscersi.

Tra le tante storie che avete letto e leggerete questa è banale forse, ma ho pensato importante condividerla con voi, perché mi ha molto colpito come il padre sia stata una chiave importante per Marco; quel “perché?” ha cambiato la vita di Marco perché gli ha insegnato a muoversi, ad agire e a scegliere con consapevolezza. Marco non ha mai subito bullismo, non perché non ci siano stati soggetti crudeli intorno a lui, ma perché la consapevolezza di sé gli ha fatto da scudo perché nessuno poteva farlo sentire sbagliato, lui sapeva perché e riteneva fosse giusto così … e ha imparato a domandarsi “perché gli altri mi prendono in giro”, in cosa loro sono sbagliati.

Trovo sia una chiave molto interessante da considerare in un contesto sociale come quello odierno, che ci porta a schierarsi a favore o contro, senza interrogarci … senza capire a fondo.

 Anche come genitori credo possa essere uno spunto interessante: sostenere i figli ma passare prima per la comprensione del perché senza preconcetti né a favore né contro, solo consapevolezza magari condivisa.


 
 
 

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